Dietro i trionfi inaspettati ci sono strategie e forti valori

C’è qualcosa di molto importante che tiene insieme due meravigliose storie di successo come quella di Claudio Ranieri alla guida del Leicester e di Nerio Alessandri, numero uno di Technogym. Riassumerei con questa espressione a me molto cara: “se vuoi puoi”. L’impresa del tecnico italiano è stata raccontata dai media globale quasi come un romanzo, di più: una bella favola. Non sono d’accordo. Perché, come noto, le favole appartengono alla fantasia, al mondo dei sogni, al “c’era una volta…” Mentre il trionfo del Leicester nella Premier League è un fatto, una vicenda realmente accaduta. Laddove Ranieri ha dimostrato sul campo quanto sia fondamentale investire prima di tutto sul capitale umano per raggiungere obiettivi ritenuti fuori dalla propria portata. Ha potuto farlo perché lo ha fortissimamente voluto. Altro che mondo delle favole! Si tratta di una strategia bella e buona. Una strategia valoriale dove la persona occupa il primo posto. Il centro della scena. L’insegnamento da trarre è meraviglioso: qualsiasi impresa, iniziativa imprenditoriale, può pensare di ritagliarsi un posto al sole nel mercato di competenza solo in ragione di una grandissima consapevolezza motivazionale: la volontà e l’impegno conseguente. Così una squadra che non appartiene al gotha del football ha potuto competere e superare i colossi di Londra e Manchester. Pur essendo di proprietà di un facoltoso imprenditore Thailandese, il Leicester ha lavorato – cioè costruito il suo cammino punto dopo punto – secondo una tipica mentalità artigianale. Da piccola impresa. Da impresa innovativa, creativa. Da realtà che ha saputo esprimere il meglio, l’eccellenza. La tipica eccellenza del made in Italy. In questo caso con la griffe di Claudio Ranieri. Non più giovanissimo e non molto considerato in Italia.
Un po’ come è riuscito a Nerio Alessandri arrivato alla quotazione in Borsa della sua virtuosa azienda. Anche qui: nessuna favola. Ma tanta sostanza. Non si arriva a quel punto, al giudizio del mercato per antonomasia senza quel qualcosa in più che deriva unicamente dalla scatto umano di chi ha pensato, fondato, guidato negli anni Technogym. Alessandri ha voluto, quindi ha potuto. Una regola di vita di grande significato economico. La fiducia raccolta in piazza Affari rappresenta la più bella conferma verso un’avventura umana e professionale di assoluto respiro. Tanto più che l’ingresso a palazzo Mezzanotte avviene in una fase tutt’altro che serena, con turbolenze e saliscendi a cadenza pressoché quotidiana. Un atto coraggioso, lo ha definito Alessandri. Certo. Ma anche un segnale importante per altre belle realtà della nostra imprenditoria che ancora non si decidono per il grande passo.
Se vuoi puoi, dunque. Un refrain che ha sempre accompagnato anche le mie attività. E che caratterizza il giovane cammino di Alidem, la mia nuova impresa nel settore dell’arte e nello specifico dell’arte fotografica. Vi lavora un team affiatato, entusiasta. Che ha voglia di costruire. Forse perché sono riuscito a comunicare a tutta la squadra la verità elementare di quella espressione? Si va in gol attraverso il gioco corale. Si va in Borsa adottando la stessa filosofia. Così faremo. Avere una mentalità da artigiani significa lavorare con una prospettiva. Come insegnano Ranieri e Alessandri. Fatti, non favole!
Massimiliano Cattano says:
Caro Pompeo,
in un sito di aggiornamenti giuridici ho trovato questa notizia e ho pensato che potesse interessarti.
Un caro saluto
Massimiliano
I crediti non facilmente esigibili potranno essere tramutati in moneta virtuale per partecipare all’acquisto di altri beni nel mercato delle procedure concorsuali.
Fare in modo che i crediti “incagliati” diventino una moneta virtuale che permetta ai cittadini di partecipare alle aste giudiziarie o acquistare beni oggetto di procedura concorsuale. Questo il progetto (a medio termine) del Ministero della Giustizia Orlando che proprio ieri ad un incontro svoltosi a Trani nell’ambito di Digithon ha lanciato l’idea. Vediamo di cosa si tratta.
L’idea è semplice. Se ci sono dei crediti incagliati nelle procedure concorsuali, si può richiedere di convertirli in moneta virtuale e utilizzare quel credito per partecipare ad aste giudiziarie o alle vendite derivanti da altre procedure. Questo permetterebbe nei fatti di trasferire il credito e di monetizzarlo attraverso l’acquisto di beni mobili o immobili. Per dirla con le parole del Ministro Orlando “una moneta spendibile che potrà essere utilizzata da imprese e cittadini che abbiano crediti paralizzati nelle procedure concorsuali, compresi i fallimenti, attraverso l’istituzione di un mercato elettronico nazionale dove far confluire i beni invenduti nelle procedure e dove, allo stesso tempo, i creditori in attesa di liquidazione possano vedere i loro crediti trasformati in una moneta utilizzabile in tutte le aste disertate“.