Alidem per Sette
Vi abbiamo incuriosito con il benvenuto ad Alidem e volete saperne di più? Questa settimana seguiteci su Sette, l’inserto del Corriere della Sera, in uscita venerdì 16 ottobre, che si occupa di cronaca, cultura e attualità.
Nei giorni artisticamente più vivaci dell’anno, animati da Frieze e dalle aste delle major a Londra, Sette dedica ad Alidem un interessante servizio all’interno di un numero che approfondisce il sistema contemporaneo dell’arte, in uscita venerdì 16 ottobre.
Il panorama artistico internazionale ha raggiunto nel 2015 cifre esorbitanti, in termini di pubblico e investimenti, tanto da attirare una copertura mediatica anche al di fuori delle testate di settore. E la fotografia? Ha saputo conquistare un ruolo da protagonista sia all’interno dell’offerta culturale che del mercato dell’arte, come testimoniano le importanti mostre allestite nei più autorevoli musei del mondo, le innumerevoli aste dedicate e i record raggiunti all’incanto. Alidem coglie la portata del medium fotografico e apre il mercato al più ampio pubblico possibile con edizioni limitate, ad un prezzo affordable, di scatti d’autore selezionati da esperti critici e curatori.
Alidem sarà sul numero di Sette in uscita venerdì 16 ottobre, in allegato al Corriere della Sera.

Antonio Motti says:
Egregio dottor Locatelli,
seguendo la Sua ultima iniziativa mi sono tornate alle mente le parole del grande Albert Einstein a proposito della ‘crisi’:
“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”
(tratto da “Il mondo come io lo vedo”1931).
Ad maiora
Antonio Motti