Performance della Borsa, un tonico per le imprese

L’interessante perfomance 2015 di piazza Affari, la migliore in Europa, non può venire ridimensionata dal nervosismo borsistico dei primi giorni di quest’anno. Gli interrogativi sulla Cina, il terrorismo internazionale, le incertezze legate alle materie prime, sono fattori importanti, di cui è saggio tener conto. Tuttavia, sarebbe un peccato smarrire subito la dote, anche psicologica, che ereditiamo dall’anno scorso. Il fatto che si siano spostati risparmi verso la piattaforma italiana ha significato, per l’investitore, il recupero di fiducia in un canale troppo spesso guardato con sospetto. Certo, anch’io non ho mai risparmiato critiche a piazza Affari, ma sempre di segno costruttivo e non per metterne in discussione la funzione nevralgica a sostegno del mercato di capitali. La brillante corsa di Milano potrebbe avere per il 2016 l’effetto di un efficace ricostituente per la debole economia italiana. Una bella chance l’hanno senza dubbio le società di gestione. Far convergere anche su piazza Affari gli ingenti risparmi degli italiani loro affidati sarebbe un bel segnale. E non solo per i risparmiatori alla ricerca di altre opportunità visto che, ad esempio, obbligazioni governative, Btp offrono ormai rendimenti piuttosto scarsi, se non negativi. Ma anche, se non soprattutto, per il mondo delle imprese, delle piccole e medie imprese quotate, che verrebbero così a trovare nuove risorse per avviare con più convinzione i propri percorsi di crescita. Bisogna forse ricordare la difficoltà che hanno a reperire risorse per lo sviluppo attraverso il solito canale bancario? La recente quotazione di Ferrari, che non è piccola, al di là delle turbolenze iniziali ha rappresentato un passaggio strategico. Che potrebbe fare da volano per altre Ipo. Tuttavia non mi soffermerei solo sulle grandi operazioni, anche perché per il momento continuano a contarsi sulla punta delle dita. Quel che trovo apprezzabile è l’effervescenza riscontrata intorno alle small e mid cap. Una fiducia verso realtà imprenditoriali che hanno saputo emergere nel contesto di anni difficili. Piccole e medie imprese che, senza poter beneficiare di politiche industriali di una qualche rilevanza, sono state capaci di brillare di luce propria. Le ottime performance del listino Aim è di buon auspicio e conferma quel vecchio adagio che non mi stanco mai di ripetere: piccolo è bello. E aggiungo che si tratta di un trend che va sostenuto e incentivato affinché il 2016 rappresenti per molte piccole società sane la classica “prima volta”! Oggi a palazzo Mezzanotte un quinto delle società presenti sono small cap. Ovviamente ogni rosa che si rispetti ha le sue spine. Continua ad essere elevata la tassazione per l’acquisto di azioni italiane e questo genera imbarazzi in molti investitori domestici. E non certo si sono dissipate del tutto le nubi intorno al ruolo della Consob. Il mercato borsistico non può permettersi un ente di vigilanza poco autorevole. Piazza Affari potrà crescere ancora solo in presenza di una trasparenza assoluta. Lo meritano i risparmiatori, chi gestisce quei risparmi e le aziende quotate, piccole o grandi che siano. Abbiamo già vissuto stagioni di brucianti scottature, anche in tempi recenti, per poterci permettere altri autogol dell’authority. Dunque, stop alle “cattive azioni” per non disperdere il sentiment. Che la corsa continui. E vinca il migliore. Cioè, il libero mercato!